Scopriamo Sarzana

Scopriamo Sarzana

Abbiamo scovato negli archivi di un giornale locale, un articolo che parla di Sarzana e ne descrive affascinato tutte le bellezze. Non ci importa di quando sia, in fondo non è poi così antico questo testo, ciò che conta è che l’incanto di un paese del genere rimane sempre intatto e sono proprio i suoi antichi particolari arrivati dal passato a renderlo speciale sposandosi perfettamente alle comodità e alle esigenze del mondo moderno. Una città tutta da scoprire.

Sarzana: […] Già all’arrivo c’è odore di casa; la stazione è piccola, ma ha tutto quello che deve avere una stazione, compreso l’ascensore (nome in codice: piattaforma elevatrice); da lì, pochi passi sotto un viale alberato, e si è nel salotto buono di piazza Garibaldi: tavolini all’aperto, belle vetrine e la facciata del Teatro degli Impavidi, un teatro che sa di teatro.

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Se vi prendete la briga di dare una scorsa alla guida, è facile che vi venga il capogiro: da Ottone I a Napoleone, vescovi, imperatori, re, santi, sembra che metà dei personaggi che abitano nei libri di storia si siano interessati della sorte di questa cittadina. E poi la cattedrale, il convento di san Francesco, la fortezza Firmafede, il museo Diocesano… Tutti edifici da manuale.

Per non parlare dell’urbanistica, e dei palazzi,e delle strade, tutto perfettamente conservato. Ma niente paura, tutta la città è lì per dirvi che queste sono cose da abitare, non da studiare. Storia a parte, se oggi Sarzana è on a map, lo si deve ad altro. Hanno iniziato un po’ in sordina gli antiquari a laurearla come una delle loro capitali, con tanto di botteghe, fiere e mercati. Poi ci hanno pensato le tante manifestazioni culturali, tra cui il Festival della Mente, a far arrivare gente, e bella gente, anche da lontano. E a queste allegre invasioni di turisti la città ha risposto mettendosi l’abito buono, e finendo per non toglierselo più tutto l’anno. L’offerta enogastronomica è tra le migliori, e soprattutto diffuse, d’Italia. Le vetrine alternano marchi d’avanguardia e produzioni artigianali (qui si trovano, ad esempio, gli asciugamani in spugna di fibra di legno, oltre a biancheria ricamata a mano): alla faccia di chi sostiene che la cultura non produce economia.

Se a questo punto state pensando a come procacciarvi denaro vi do un consiglio: lasciate perdere e datevi una mossa. La città è bella da guardare,e questo è gratis, ed è piena di soluzioni low cost. Date retta al vostro naso,e seguitelo fino in via Landinelli, dove dal Forno Antico sta uscendo una meravigliosa farinata, oppure entrate in una delle tante osterie per un bel piatto di testaroli al pesto. Le botteghe antiquarie di via Mascardi sono una sorta di museo diffuso: ceramiche, vetri, mobili, modernariato. Se avete figli, portateli in piazza Matteotti, che è anche “la piazza” della città, per un giro sui cavalli dell’antica giostra. Di qui, appena passato l’arco, entrate alla galleria Cardellie Fontana, c’è sempre una bella mostra di arte contemporanea. Nel frattempo, con ogni probabilità, avrete perso (o guadagnato, dipende dai punti di vista) un sacco di tempo inseguendo una delle tante cose che succedono continuamente in città: teatro di strada, artisti che hanno scelto di usare una piazza come atelier, cortili aperti in cui fanno mostra di sé sofisticate composizioni floreali, bancarelle di libri usati. Nel suo piccolo, Sarzana è una città che non dorme (quasi) mai.

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E domani? Domani si ricomincia da capo, perché ci sono ancora un sacco di posti in cui entrare: la cattedrale romanica l’avete già visitata? E il mercato degli uccelli? E quello ortofrutticolo, con i prodotti biologici? E mica vi sarete persi i salumi con gli sgabei, versione locale dello gnocco fritto? E se invece vi è venuta voglia di andar via dalla pazza folla, non c’è problema: pochi minuti in corriera e si è al mare, al golfo di Marinella, sotto Monte Marcello, o a Bocca di Magra, o a Lerici.

Fonte: Repubblica.it