Il palazzo nel quale è nato il Beb Sarzana la Corte di Palazzo Picedi Benettini sorge su fondazioni medievali di cui purtroppo non rimane più traccia. Il palazzo in passato ha avuto l’onore di ospitare illustri personaggi quali Maria Luigia duchessa di Parma, Papa Pio VII che durante il suo soggiorno a Sarzana concesse alla cappella del palazzo il privilegio di cappella gentilizia, la contessa Laura con il genero marchese Giacomo Gropallo, i quali promossero la bonifica della piana tra Luni e Marinella: esempio unico di bonifica privata portando via dalla zona la malaria.

Le famiglie che hanno abitato il palazzo sono di origini antiche e nobili. I Benettini sono originari di Sarzana e detti “Magnifici”, il ceppo dei Picedi invece ha origine a Luni della quale erano Consoli, sono il Conte Francesco e la Nobile Maria Teresa a sposarsi unendo i due nuclei. Le notizie sulle due famiglie risalgono addirittura al 1600. Tra i membri della famiglia deve essere sicuramente ricordato Tommaso Reggio, arcivescovo di Genova, beatificato dal papa Giovanni Paolo II il 3 settembre del 2000.

Elementi architettonici: La facciata del palazzo è settecentesca e caratterizzata a piano terra da bugnato liscio in pietra che conferisce severità all’insieme, da cui emergono pregevoli grate in ferro battuto, opera dei fabbri sarzanesi, collocate alternativamente a portali in marmo, testimonianza di una tradizione che dalle lontane origini è giunta sino alla prima metà del novecento.

Il piano terreno presenta un prospetto in regolari conci in pietra con tre portali, due chiusi da archi a tutto sesto ed uno architravato all’antica con lo stemma gentilizio delle famiglia.

Al piano nobile, la facciata presenta il tipico schema rinascimentale di finestroni ornati da frontoni alternativamente triangolari e curvilinei, completati da motivi floreali; ogni finestra presenta una balconata decorativa nella parte sottostante l’apertura.

All’ ultimo piano ci sono ancora sette finestre rettangolari, sorrette da balaustre a colonnina. Questo piano si differenzia dal piano nobile solo nella decorazione della sommità delle finestre che risulta semplicemente architravata in linea con le lesene laterali.

L’atrio presenta busti in marmo raffiguranti imperatori romani. Di particolare interesse la cancellata in ferro battuto che si trova sul fondo dell’atrio, con funzione difensiva. Nel cortile, che risulta decentrato rispetto all’ingresso, sono posizionate due conche in marmo con mascheroni, che raccoglievano l’acqua piovana confluente tramite un canale addossato agli angoli dello stesso e un pozzo. La scala è in pietra di lavagna e il pavimento a scacchiera bianco e grigio.